Riflessioni di Giovanni G. rientrato dalle retrovie della guerra

Alla Comunità in cui vivo ed a “Il Mondo una Famiglia” con gratitudine per avermi permesso di vivere questa esperienza a Medyca al confine con l’Ucraina 12 e 13 marzo 2022

Il “giorno dopo” aprendo la televisione mi ritrovo di nuovo a Medyca, questo luogo di salvezza dove vengono accolte le migliaia di donne e bambini in fuga dalla guerra e da dove sono inviati aiuti nelle zone più calde del conflitto, a cui sono destinati i medicinali inviati da Il Mondo Una Famiglia.

I volti delle persone sono quelli che non si dimenticano: Ivan è venuto a prendere il carico di medicinali con la moglie, abita a Ternopil distante 220 km a nord est verso Kiev da dove proviene la maggior parte della comunità Ucraina di Modena che ho conosciuto; hanno tre figli e non hanno intenzione di venire via dall’Ucraina pur avendone la possibilità.

L’altro volto è quello di Alina in viaggio con noi da Modena per andare al funerale del Papà ottantenne e vederlo prima della sepoltura; la dignità, la sofferenza composta e un accenno di sorriso per ringraziarci per aver potuto realizzare questo desiderio. A Medyca lei è in attesa non per cercare  sicurezza in Europa ma per rendere omaggio a suo padre consapevole dei rischi che correrà in zone già in pieno conflitto. 

Medyca, luogo simbolo assieme alle stazioni di Prezemy’s e Cracovia dove le organizzazioni non governative dell’Europa e del mondo sono ad accogliere con vestiti, cibo ma soprattutto dove cercano di gestire questo flusso di rifugiati alla ricerca di una nuova casa giacché la loro se non sarà distrutta non la vedranno per un pezzo. Donne e bambine che hanno bisogno di essere tutelate, massima attenzione, ed il pensiero del check fatto a Tarvisio dal nostro esercito-protezione civile-polizia di stato sulle persone ucraine che riportavamo in Italia mi dà conforto.

I volti delle tante mamme con bambini che hanno avuto la forza di raggiungere Medyca, il sollievo di essere accolti, la compostezza di bambini che non piangono o fanno i capricci come i nostri, la zuppa calda in una giornata di sole con qualche grado sopra lo zero ed il pensiero delle giornate in cui neve e vento rendevano ancor più difficile questo passaggio.

Che fare ora? questa è la domanda per chi rientra ed è comodo davanti ad una Televisione che non è più la stessa; 

  • Cercare nella nostra comunità di proseguire il lavoro di accoglienza e per questo ringrazio tutti quelli che in queste settimane hanno recuperato alla disponibilità gli appartamenti già operativi od in attesa di essere occupati;
  • Il garbo di non invadere il dolore di queste donne con figli, affidandoci alla comunità ucraina già in Italia da tempo per accoglierli gradualmente e secondo le loro necessità;
  • La disponibilità a continuare con il gruppo di Viktor nella comunità ucraina modenese un’azione strutturale di sostegno e anche materialmente essere utile se si dovrà tornare a Medyca o ovunque sia utile;
  • Diffondere in famiglia e nella comunità la grande lezione di dignità appresa in queste 36 ore di viaggio facendone tesoro e trasferendola soprattutto ai nostri bambini/ragazzi;

Su un piano strettamente personale la preghiera e la vicinanza al Papa ed alla sua azione perché le comunità cristiane riescano ad entrare nelle coscienze di chi può e deve far terminare questa guerra.

Grazie

Giovanni

Savignano 14 marzo 2022